La FOMO (quella paura di perderti qualcosa) ti tiene in pugno, ti blocca perché vuoi fare tutto e alla fine non finisci nulla o quasi nulla? Fai fatica a trovare il tempo per concentrarti su un progetto che è lì in sospeso da anni? Ti ritrovi a non fare pause, a correre come un criceto da un impegno all’altro? Come smettere di cercare di fare tutto?

Già, è proprio così, ci affanniamo e cerchiamo di ottenere sempre di più. Riempiamo la nostra lista di cose da fare con una quantità infinita di compiti. Ma in realtà finiamo solo per disperderci troppo e per mettere in discussione i nostri sforzi… quante volte ti dici “oggi non ho fatto abbastanza?”.

L’idea di fare più cose, di iniziare più progetti è seducente. Ma da un punto di vista scientifico, svolgere più di un compito alla volta incide negativamente sulla nostra produttività. Questo perché il nostro cervello non è progettato o capace di concentrarsi su più cose contemporaneamente!

Nel suo libro “First things first. Le prime cose al primo posto” Stephen Covey ci ricorda che imparare a scegliere bene in un mondo di possibilità illimitate si riduce a una cosa: concentrarsi.

Ci chiede di riflettere: “Se vi fermaste a pensare seriamente alle “prime cose” della vostra vita – le tre o quattro cose che contano di più – quali sarebbero?”. A cosa diamo veramente valore?

Si tratta di una domanda molto importante, soprattutto perché spesso siamo presi dal tentativo di fare tutto e di farlo magari contemporaneamente.

L’unico modo per portare a termine i progetti più importanti è smettere di cercare di fare tutto.

smettere di cercare di fare tutto

Come smettere di cercare di fare tutto

Come smettere di cercare di fare tutto e concentrarsi invece su ciò che è più importante?

Concentrati su cosa è importante

Puoi scegliere di concentrarti su quello che per te è più importante e sui tuoi valori.

Spesso nel voler fare tutto, paradossalmente si tralasciano le cose che sono veramente importanti per noi.

Ti sei mai detto: “Lo farò quando avrò tempo”, “Farò una pausa… quando avrò finito questa cosa” oppure “Farò un passo indietro per cambiare prospettiva… non appena avrò concluso questo progetto”?

Se vuoi fare le cose che contano davvero per te, devi smettere di dire che “troverai il tempo” perché non ci sarà mai tempo per finire tutte le cose che pensi di voler fare.

Se non ti è chiaro cosa conta di più per te, devi passare un po’ di tempo con te stesso per capirlo. È fondamentale saperlo.

Sai qual è il vero motivo per cui cerchi di fare tutto, di non avere spazi vuoti? La paura.

La paura di perdere il controllo sulle cose, di fare la cosa sbagliata, di ‘e se va male’?

L’essere troppo impegnati è un meccanismo di difesa ed è una scelta.

Aspetta: avere molte cose da fare non è (sempre) una scelta. Ma il modo in cui tratti questi compiti urgenti, il modo in cui li elabori, è assolutamente sotto il tuo controllo.

La via d’uscita da questa ruota del criceto è riconoscere che no, non è necessario fare tutto.

Non solo non è necessario, ma non puoi letteralmente farlo!

Quindi, quali sono le cose da fare? E quali no?

Prova a fare così. Se qualcuno vuole che tu faccia qualcosa e tu non puoi o non vuoi farlo, dì: “Non è una priorità“, invece di “Non ho tempo”. Questo ti ricorderà che sei tu a fare delle scelte.

Impara a stabilire delle priorità

A volte ho come l’impressione che alcune cose siano sempre “urgenti”, che l’urgenza si mantenga all’infinito, capita anche a te?

Per imparare a stabilire le priorità usa la matrice decisionale di Eisenhower, inventata da Stephen Covey prendendo spunto da una citazione di Dwight Eisenhower: “Ho due tipi di problemi, quelli urgenti e quelli importanti. Quelli urgenti non sono importanti e quelli importanti non sono mai urgenti”.

La matrice decisionale di Eisenhower

Nella matrice ci sono quattro quadranti lungo due assi, e devi ordinare le tue possibili azioni in uno dei quattro quadranti. Concentrati su ciò che conta davvero.

Secondo questo principio, le cose che rientrano nel Quadrante 4 (né urgenti né importanti) dovrebbero essere eliminate.


Le cose che rientrano nel Quadrante 3 (urgenti, non importanti) dovrebbero essere delegate.

Nel Quadrante 1 (urgenti e importanti) si fanno subito, mentre nel Quadrante 2 (importanti, ma non urgenti) si decide quando farle, cioè si mettono in calendario… ma sappiamo tutti che sono proprio queste le cose per le quali si finisce per dire: “Ci penso appena finisco…”.

Il Q4 non è solo il luogo in cui si fanno cose insensate e procrastinabili, ma è anche il luogo in cui si legge un buon libro, ci si siede intorno a un tavolo a sparare cazzate con gli amici, si lavora a maglia per divertimento, si fa un puzzle, si impara a decorare una torta e ogni altro tipo di attività utile. Non vuoi cancellare queste attività, e va bene, sii solo sicuro di farle quando e come vuoi.

Ti renderai conto che non esiste una linea di demarcazione netta tra lavoro e vita privata, soprattutto al giorno d’oggi.

Importanza del Quadrante 2

Per un procrastinatore il Quadrante 2,” importante ma non urgente”, è una terra estranea, molto, molto lontana da lui, perché per un procrastinatore è impossibile percorrere quella strada: è il quadrante per espandere gli orizzonti, per esplorare i propri potenziali e realizzare qualcosa che è importante e di valore.

In sintesi il Q2 è il luogo in cui le persone prosperano, crescono e fioriscono, è il luogo in cui avviene la maggior parte della crescita professionale e del pensiero fuori dagli schemi, mentre i Q1 e Q3 possono essere i luoghi in cui le persone sopravvivono. Se non stai attento, il Q3 (non importante ma urgente) ti succhierà la vita.

Chi fa bene qualcosa a livello professionale a scapito dell’equilibrio delle relazioni e della sua salute non ha successo. Il vero successo significa avere una vita professionale e uno stile di vita che funzionano bene e sono in armonia. Tenere d’occhio il Q2 è fondamentale per il successo inteso in questo senso.

Dedica del tempo a quello in cui credi


Quando hai progetti a lungo termine, per cui progetti per i quali non vedi risultati nell’immediato, devi credere che dedicare il tuo tempo a questi progetti sia più importante di tutte le altre cose importanti e urgenti (in sostanza quelle del Q1) che riempiono la tua vita.

Ma quando si tratta di scegliere effettivamente di dedicarci del tempo, di inserire il tempo in agenda, il tentativo di fare tutto il resto viene prima. Attenzione a questa trappola! È proprio in quel momento, quando si sceglie cosa fare del proprio tempo, che si deve mantenere la propria convinzione e dire: “Questo lavoro è abbastanza importante per me da prendere quest’altra cosa, anch’essa importante, e farla aspettare. Oppure, forse, non farla affatto”.

Il lavoro urgente è quello che preme. È un lavoro che urla “fallo subito”.

Il lavoro importante è vitale. Costruisce il tuo futuro, la vita che vuoi avere, sia a livello personale che professionale.

È quando devi decidere che cosa è vitale per te che arriva il dubbio e la sindrome dell’impostore.

Non ci sarà mai il tempo perfetto

Per tornare alle frasi dell’inizio, quando ti sei detta: “Lo farò (il progetto a lungo termine), ma prima devo finire queste ultime 3 e-mail… dopo aver fatto le pulizie, dopo …dopo…” ingannando te stessa pensando che ci sarà un momento perfetto, …sappi che il momento perfetto non ci sarà mai. Perché se non decidi di tagliare, sarai sempre piena di cose da fare.

Devi liberare l’agenda, finire tutte le cose piccole e urgenti e poi concentrarti su quelle importanti.

In sintesi, si tratta di dare valore a ciò che si ha (tempo, focus, passioni, etc) e di scegliere di allineare queste cose con i propri valori e le proprie priorità, piuttosto che vivere in uno stato di reazione alle influenze e alle richieste esterne.

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Letture per approfondire

Stephen Covey, First things first. Le prime cose al primo posto


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