Quando ho visto questo Ted Talk nel quale Molly Countermine parla di felicità, ho pensato che è proprio vero che spesso ci concentriamo di più sulla ricerca della felicità piuttosto che sul vederla, e questo sembra un paradosso.

Molly Countermine,  Associate Teaching Professor of Human Development and Family Studies alla Penn State University, nel suo speech ”Life Isn’t Supposed to be Good… All the Time” (La vita non dovrebbe essere bella… sempre) ci parla di felicità, e del cammino che ha intrapreso per imparare che va bene non essere sempre felici. Parla di come il nostro cervello non sia cablato per la costante positività e di come possiamo vivere una vita appagante attraverso la consapevolezza. Nel suo discorso ridefinisce cosa significa essere felici e come possiamo raggiungere questo stato ricercato.

Dice “Sembra che non abbiamo mai avuto così tante guide su come essere felici, eppure non siamo mai stati così infelici” e parla di come nella nostra società tendiamo a pensare alle emozioni come positive o negative: le emozioni positive come la felicità, la gioia e l’amore sono da abbracciare, mentre le emozioni negative come la rabbia, la tristezza e la paura, sono emozioni che la nostra cultura ci insegna ad evitare.

In un momento molto particolare della sua vita nel quale sta male e si sente come se non potesse essere felice, Molly partecipa alle lezioni di uno dei suoi colleghi e scopre qualcosa che la illumina.

Pensa alle emozioni in modo nuovo

In questo corso “The art and science of human flourishing” ha imparato a pensare alle emozioni in modo nuovo, non più negative o positive, ma come piacevoli o spiacevoli. Tutte le emozioni, anche quelle spiacevoli, ci offrono la possibilità di indagare il perché potremmo provarle.

“La tua rabbia? Ti sta dicendo dove ti senti impotente. La tua ansia? Ti sta dicendo che qualcosa nella tua vita è fuori equilibrio. La tua paura? Ti sta dicendo a cosa tieni. I tuoi sentimenti non sono casuali, sono messaggeri… lascia che ti parlino e ti dicano di cosa hai veramente bisogno”. Brianna Wiest

Voglio condividere alcune semplici riflessioni che mi sono venute ascoltando questo Ted Talk.  Spesso sopravvalutiamo l’impatto delle circostanze della vita sulla nostra felicità.

Tendiamo a sopravvalutare l’impatto emotivo degli eventi positivi della vita. Pensiamo che un compagno di stanza fantastico o una promozione importante ci renderanno più felici, ma è proprio così? Vincere alla lotteria non sembra che porti una felicità duratura! Quante altre cose ti vengono in mente?

Felicità intensa

Leghiamo la felicità a forti emozioni come l’euforia, l’entusiasmo e l’eccitazione. Una ricerca rivela che la felicità è guidata dalla frequenza delle emozioni positive non dalla loro intensità.

Quando puntiamo a voler provare emozioni positive intense, abbiamo delle aspettative molto alte, il che rende più facile rimanere delusi. Anche perché un’esperienza positiva intensa ci porta a non dare molto valore alle esperienze ordinarie, quelle meno intense.

Quando hai vinto la lotteria, è difficile provare piacere nel vincere un videogioco o una partita a carte o nel trovare un ottimo ristorante.

https://www.youtube.com/watch?v=9zdfnPGnWGE

Vita felice = vita facile?

Quello che vedo è che tendenzialmente associamo una vita felice a una vita facile. Si è felici se la vita è facile, senza problemi, se si è in buona salute fisica, senza stress o preoccupazioni, e se si è in grado di comprare tutte le cose non solo di cui si ha bisogno, ma anche che si vogliono, superflue. Di conseguenza, il non avere abbastanza soldi per fare tutto quello che si vuole, riduce quanto la propria vita venga considerata felice. In altre parole, le persone diventano felici quando ottengono ciò che vogliono. Ma è questa la felicità?

Viktor Frankl diceva che è la ricerca stessa della felicità che ostacola la felicità.

La vita è dura, a volte è dolorosa, spaventosa e triste, altre volte è bella, piena di gioia, felicità e amore, ma la nostra cultura ci fa concentrare così tanto sulla ricerca della felicità che abbiamo dimenticato di prestare attenzione al viaggio, a tutti i momenti belli e brutti che ci accadono lungo la strada.

“Una volta che impariamo a celebrare la vita in tutta la sua bellissima confusione, in realtà diventa migliore”.

È importante abbracciare tutta la vita, gli alti, i bassi, i sorrisi e le smorfie, i tempi buoni e i tempi cattivi, la felicità e anche i tempi tristi: non dobbiamo aspettarci che la vita debba sempre essere bella, facile, fluida. Non focalizzarti troppo sulla ricerca della felicità per non perderti i momenti in cui sei felice!

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