Per noi la Psicosintesi è un po’ come una cassetta degli attrezzi che ci portiamo dietro, sempre a nostra disposizione e dalla quale attingere nei momenti in cui ne abbiamo bisogno. Già, la Psicosintesi fa parte della nostra vita quotidiana, spesso ci ritroviamo a parlare delle parti che si muovono dentro di noi, che magari fanno a pugni, discutono tra di loro, piangono o ridono, mentre le osserviamo. In questa introduzione alla Psicosintesi vediamo cosa è più in dettaglio.

Ma cos’è la Psicosintesi?

La Psicosintesi è una corrente psicologica ispirata ai principi della psicologia umanistica e concepisce l’uomo nella sua interezza di corpo-mente-spirito. Qualcuno la definisce “una psicologia con l’Anima”.

Per Roberto Assagioli, padre della Psicosintesi, ogni essere umano è un uomo in cammino alla ricerca della propria essenza ed autorealizzazione, un uomo che si sente continuamente spinto a risvegliare e coltivare la propria crescita, lo sviluppo e la trasformazione interiore, attraverso un insieme di tecniche per giungere ad una conoscenza più profonda di sé.

Il motto che sintetizza efficacemente l’opera psicosintetica è: Conosci, Possiedi, Trasforma te stesso.

Un percorso circolare e ciclico.

Introduzione alla Psicosintesi

Conosci te stesso

Conosci te stesso, perché attraverso la Psicosintesi si innesca un processo di auto-conoscenza che va dal “noto all’ignoto”. Cioè si attiva l’osservatore interno, partendo da ciò che è direttamente accessibile all’osservazione, ossia pensieri, sentimenti, attività ed aspetti coscienti della personalità, per poi allargare l’esplorazione alle vaste regioni dell’inconscio, che la Psicosintesi suddivide in inferiore, medio e superiore ed è rappresentato dalla figura dell’Ovoide.

Inconscio inferiore, medio e superiore

Nell’inconscio inferiore risiedono le nostre pulsioni e gli istinti, le abitudini e gli automatismi, i conflitti e i traumi che abbiamo rimosso. È la cantina del nostro edificio interiore.

Nell’inconscio medio troviamo tutto ciò di cui non siamo sempre consci ma che è facilmente accessibile, come ad esempio cosa abbiamo mangiato oggi a pranzo, il nome di un nostro compagno delle elementari o il ricordo della trama di un film visto qualche anno fa. È il “grande archivio della memoria”. A questo livello avvengono anche le elaborazioni delle esperienze fatte, la pianificazione delle attività future. È il piano terra del nostro edificio interiore.

L’inconscio superiore (o superconscio) costituisce la dimensione spirituale o transpersonale dell’uomo. Comprende le intuizioni, la creatività, è la sede dei nostri talenti e qualità superiori come la gioia, l’amore e di tutte quelle potenzialità che non abbiamo ancora raggiunto. È l’attico del nostro edificio interiore.

È importante sottolineare che per la psicosintesi, inferiore, medio e superiore non sono etichette di merito: tutto ciò che fa parte del mondo interiore ha lo stesso valore e dignità.

A questo proposito Piero Ferrucci, allievo di Assagioli, riporta queste parole di Assagioli:

“Noi siamo come una ninfea, la sua bellezza e il suo profumo sono alla luce del sole, e sotto la superficie le sue radici sono immerse nel fango. E se pensiamo che gli istinti, la sessualità, il corpo sono il fango e che questo sia brutto e sporco, mentre lo spirito è bello perché è separato dal corpo ci sbagliamo. Assagioli dice che il fango ‘per me è una sostanza viva e fertile, collegata intimamente con il fiore. Senza il fango la ninfea non potrebbe mai vivere e svilupparsi’.”

Il campo di coscienza, l’io e il sé

Al centro dell’ovoide c’è il campo di coscienza, quella parte di contenuti di cui siamo consapevoli; come scrive Petra Guggisberg Nocelli nel suo libro Conosci, possiedi, trasforma te stesso è “la stanza in cui ci troviamo nel momento presente”.

L’io è l’inquilino, colui che abita l’edificio. È quella parte del Sé di cui possiamo fare esperienza. È colui che percepisce i contenuti, le emozioni, i pensieri, i desideri.

Sì perché una cosa sono i contenuti del campo di coscienza (emozioni, pensieri, desideri, sensazioni, intuizioni…), un’altra è colui che li percepisce, che li osserva. La disidentificazione, cioè la creazione di uno spazio tra l’io e i contenuti, è un esercizio fondamentale in psicosintesi.  

Durante l’esercizio di disidentificazione, che porta ad una centratura interiore, ripetiamo a noi stessi:

“Io ho un corpo ma non sono il mio corpo.

Io ho delle emozioni ma non sono le mie emozioni.

Io ho dei pensieri, ma non sono i miei pensieri”

Il sé transpersonale è l’essenza dell’uomo, la sua vera identità tolte le maschere e i condizionamenti.

Inconscio collettivo

L’uomo non è un’entità isolata ma vive scambi, consci o inconsci, con il mondo che lo circonda: è immerso in un inconscio collettivo che raccoglie tutti i vissuti dell’umanità in tutte le epoche, dal quale prende e al quale dà in un continuo scambio con l’ambiente.

Possiedi te stesso

Come possiamo stare bene se non sappiamo gestire noi stessi, se non sappiamo usare al meglio gli strumenti di cui siamo dotati? Avere padronanza delle dinamiche interiori fa la differenza in un mondo esterno che presenta condizioni uguali per tutti.

Per questo alla fase di esplorazione e scoperta segue quella di presa di possesso attraverso il controllo delle funzioni psichiche.

Queste funzioni sono rappresentate dalla “stella delle funzioni” e sono: la sensazione, l’emozione-sentimento, l’impulso-desiderio, l’immaginazione, il pensiero e l’intuizione.

Per prendere possesso delle varie forze ed elementi che vivono ed operano in noi, è centrale il ruolo della volontà dell’io, come capacità di mettere in atto delle strategie per dirigere gli elementi consci ed inconsci, al fine di interagire attivamente col mondo anziché essere vittima delle circostanze.

Possiamo immaginare le funzioni come cavalli, la volontà come le redini e l’io come il cocchiere: l’io prende con le redini della volontà la guida dei cavalli, cioè delle varie funzioni, e le dirige a realizzare il proprio progetto di vita. Se questo non succede, la carrozza, cioè la vita psichica, viene trascinata ovunque le funzioni vogliano.

Le funzioni non son separate tra di loro, ma si connettono le une con le altre, collaborano nello svolgimento dei vari compiti.

Ciascuno di noi, per tipologia, ha alcune funzioni più sviluppate di altre. Per esempio una persona può prediligere la funzione pensiero a scapito delle emozioni o dell’impulso e tende a non dare loro importanza

Il processo psicosintetico mira ad armonizzarle in modo da essere in grado di utilizzarle quando ci viene richiesto di farlo: non solo siamo in grado di essere analitici, ma di essere anche intuitivi o empatici, di esternare emozioni e desideri.

Trasforma te stesso

Dopo il conosci e possiedi te stesso, siamo pronti per la trasformazione. Il cambiamento riveste un’ampia importanza: tutta l’opera psicosintetica è volta a tale scopo e molte sono le tecniche attive impiegate per favorire i processi trasformativi. 

La Psicosintesi quindi permette alle persone di coltivare un atteggiamento interiore di consapevolezza, ritrovare armonia e centratura ed affrontare la complessità del mondo esterno. Questo consente di dirigere la propria progettualità individuale, fluire con le inevitabili trasformazioni della vita e promuoverle attivamente per guidare il proprio sviluppo nella direzione scelta.

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