Quante volte abbiamo difficoltà a prendere delle decisioni?

Quante volte permettiamo agli altri di decidere al posto nostro?

Quante volte rimaniamo immobilizzati nel prendere delle decisioni?

Ogni giorno ci troviamo di fronte a innumerevoli scelte. Alcune di queste hanno conseguenze minime, come ad esempio pizza margherita o con salamino piccante?, mentre altre decisioni possono cambiarci la vita.

Mentre alcune di queste scelte possono avere un impatto immediato sulla nostra vita, altre possono influenzare la nostra vita futura. Ciò che è importante ricordare è che la nostra vita è il frutto delle scelte che facciamo. Ogni decisione definisce chi siamo, la nostra individualità e ciò che ci differenzia dagli altri.

E per fare delle buone scelte dobbiamo prendere in mano il nostro processo decisionale.

Esercitare la nostra volontà e prendere buone decisioni richiede di bilanciare diverse forze interiori.

Come compiere scelte migliori per noi stessi

Ecco cosa può aiutarci per compiere scelte migliori per noi stessi:

  1. Non temere le conseguenze
  2. Segui l’intuito
  3. Considera le emozioni
  4. Non piangere sul latte versato
  5. Cambia prospettiva
  6. Fai attenzione alla pressione sociale
  7. Limita le opzioni

#1. Non temere le conseguenze

Decidere, etimologicamente tagliar via, richiede di lasciare delle opzioni per portarne avanti altre. E quasi ogni decisione che prendiamo comporta la previsione del futuro, che si tratti di scegliere tra un lungo weekend al mare o una gita montagna, dell’acquisto di una macchina nuova o una casa più grande. Il più delle volte, quando dobbiamo scegliere, immaginiamo come ci faranno sentire i risultati delle nostre decisioni e quali saranno le conseguenze emotive delle nostre azioni. Solitamente siamo attratti dall’opzione che pensiamo ci renderà nel complesso più felici.

Questa “previsione di felicità” va bene in teoria. L’unico problema è che non siamo molto bravi a farlo perché abbiamo la tendenza a sovrastimare l’impatto dei risultati delle decisioni e degli eventi della vita, sia in maniera positiva che negativa. Per esempio, tendiamo a pensare che vincere alla lotteria ci renderà più felici di quanto non sia in realtà e che la vita sarebbe del tutto insopportabile se perdessimo l’uso delle gambe. Daniel Gilbert, psicologo dell’Università di Harvard, ha scoperto che nella maggior parte degli eventi proviamo emozioni meno intense e più brevi di quanto ci eravamo immaginati per quell’evento. Questo vale sia per momenti banali come andare al ristorante, sia per situazioni più importanti come la perdita di un lavoro o un divorzio.

La paura di perdere

Un fattore importante che ci porta a fare cattive scelte è l’avversione per le perdite, cioè la convinzione che una perdita farà più male di un corrispondente guadagno. Lo psicologo Daniel Kahneman della Princeton University nelle sue ricerche ha dimostrato che la paura della perdita influisce sulle nostre scelte, ma nello stesso tempo quando perdiamo, troviamo molto meno dolorosa la perdita di quanto avessimo previsto. Interessante, no?

Questo è dovuto, da una parte, alla nostra resistenza al cambiamento e dall’altra alla nostra capacità di razionalizzare quasi ogni circostanza. Quando ci troviamo in una situazione, rispetto a quando la immaginiamo, siamo molto più bravi a trovare nuovi modi di vedere le cose, trarne vantaggio e andare avanti.

Quindi piuttosto che immaginare come le conseguenze di una scelta potrebbero farci sentire, ricordiamo che il peggio potrebbe non accadere mai e se dovesse accadere avremo tutte le capacità per affrontare la nuova situazione.

#2. Segui l’intuito

Si è portati a pensare che per prendere delle buone decisioni ci voglia del tempo per soppesare tutti i pro e i contro delle varie alternative, ma a volte affidarsi alla scelta intuitiva potrebbe essere meglio.

Per esempio, nella vita quotidiana prendiamo decisioni rapide su chi ci possiamo fidare e con chi possiamo interagire. Janine Willis e Alexander Todorov dell’Università di Princeton hanno scoperto che quando incontriamo una persona per la prima volta, giudichiamo l’affidabilità, la competenza e la simpatia entro i primi 100 millisecondi. E anche quando abbiamo più tempo, fino a 1 secondo, i giudizi iniziali non vengono quasi mai cambiati.

Naturalmente, quando conosciamo meglio qualcuno affiniamo la prima impressione, ma difficilmente la stravolgiamo.

È ovvio che informazioni supplementari possono aiutarci a prendere decisioni razionali e ben informate. Eppure, paradossalmente, di fronte a una decisione complessa è stato dimostrato che il sovraccarico di informazioni potrebbe essere controproducente. In questi casi è meglio affidarsi al proprio intuito ed evitare di prendere decisioni troppo ragionate.

#3. Considera le emozioni

Le emozioni possono avere un impatto molto forte sulle nostre scelte. Sono una componente cruciale, ma non sempre ci permettono di prendere le decisioni giuste: a volte può capitare di fare delle scelte che ci portano a conseguenze non desiderate, solo perché prese sotto l’influenza di un’emozione.

Possiamo dividere le emozioni durante il processo decisionale in due tipi: quelle che anticipano le emozioni future e quelle che proviamo nel momento in cui prendiamo una decisione.

Le emozioni anticipate (o attese) non sono vissute direttamente, ma sono relative a come immaginiamo che ci sentiremo rispetto alla scelta che stiamo per fare.

Le emozioni che proviamo durante il processo decisionale invece sono emozioni immediate e possono essere o meno collegate alla decisione da prendere. Le emozioni immediate sono collegate al momento presente e allo stato d’animo in cui ci troviamo nel momento in cui facciamo la scelta.

Potrebbero essere influenzate dalle emozioni anticipate, oppure no. È importante porre attenzione a queste emozioni, in quanto potrebbero non essere correlate alla decisione che dobbiamo prendere, ma comunque influenzare la nostra scelta.

Ad esempio prendiamo la rabbia. Diversi studi hanno dimostrato che quando siamo arrabbiati siamo meno propensi a considerare le alternative. La rabbia ci rende impetuosi, impulsivi e più inclini al rischio.

Quindi se stai facendo una scelta e ti rendi conto di essere attraversato da un’onda emotiva, cerca di prendere le distanze dalle tue emozioni prima di decidere, o meglio rimanda la decisione in un altro momento. Meglio evitare di prendere decisioni importanti sotto l’influenza emotiva.

#4. Non piangere sul latte versato

Sei in un ristorante costoso, il cibo è fantastico, ma hai mangiato così tanto che cominci ad avere la nausea. Sai che dovresti lasciare il dessert, ma ti senti quasi costretto a mangiarlo nonostante il crescente senso di nausea.

Nel tuo armadio si nasconde un capo d’abbigliamento fuori moda e antiquato. Non lo indossi quasi più. Occupa spazio ma non riesci a buttarlo solo perché hai speso una fortuna per acquistarlo.

Queste situazioni ti suonano familiari?

Più abbiamo investito in qualcosa, più ci sentiamo impegnati. L’investimento non deve essere necessariamente economico. Chi non ha perseverato con un libro noioso o un’amicizia mal giudicata, anche se sarebbe stato meglio interrompere? Tutti abbiamo una debolezza per i costi sostenuti.

Per evitare di lasciare che i costi affrontati influenzino il nostro processo decisionale, ricordiamoci sempre che il passato è il passato e ciò che è speso è speso. È vero, odiamo avere delle perdite, ma a volte l’opzione più saggia è quella di abbandonare quello che stiamo facendo anche se implica perdere denaro, tempo o approvazione.

Quando devi abbandonare qualcosa chiediti: lo inizierei in questo momento? Se la tua risposta è no, allora probabilmente non è una buona idea continuare.

#5. Cambia prospettiva

Ci sono due persone in piedi ai lati di un numero disegnato sul pavimento. Una persona vede un 6 e l’altra vede un 9. Entrambi hanno ragione, eppure agli occhi dell’altra persona si sbagliano a causa della loro prospettiva.

Questa breve storia ci fa comprendere come la prospettiva che abbiamo sulle cose può essere plasmata, cambiata o allargata. La nostra prospettiva sulla vita determina il modo in cui ci relazioniamo con le persone, gestiamo i problemi e facciamo le nostre scelte.

Torniamo ai nostri due personaggi che vedono un 6 o un 9: entrambi possono sostenere la propria posizione e scegliere di essere in disaccordo, quindi discutere e separarsi dopo un’accesa discussione, distruggendo la possibilità di costruire una relazione.

Oppure possono decidere di scambiarsi le loro posizioni e prospettive, guardarsi negli occhi per un minuto e scoprire che il numero potrebbe essere un 6 o un 9 a secondo di dove si trovano. Possono arrivare a stringersi la mano, a bersi una birra insieme e da lì potrebbe nascere un’amicizia. E tutto perché hanno considerato la situazione da una prospettiva diversa.

Per compiere scelte migliori per noi stessi dobbiamo imparare a pensare in modo inconsueto, a mettere in discussione i nostri schemi di pensiero. A cambiare la nostra prospettiva e guardare le cose da un punto di vista diverso. In questo modo nel fare le nostre scelte e nel prendere decisioni possiamo integrare nuove possibilità, opzioni che non avremmo preso in considerazione e che potrebbero allargare la nostra sfera di influenza.

#6. Fai attenzione alla pressione sociale

Possiamo pensare a noi stessi come ad individui che non si lasciano influenzare dagli altri. In realtà nessuno è immune alla pressione sociale. Molti esperimenti hanno rivelato che la maggior parte delle persone, nel prendere le decisioni, si fa influenzare da figure di autorità e dai loro pari.

Pensiamo ad esempio all’influenza che hanno i nostri colleghi o il nostro capo nello svolgimento di un’attività lavorativa, oppure i nostri genitori nelle scelte che abbiamo fatto nella vita o ancora l’influenza del nostro partner nello scegliere come trascorrere il tempo libero.

Ma come possiamo evitare l’influenza della pressione sociale?

Innanzitutto c’è da dire che non possiamo eliminarla del tutto. Ma ciò che possiamo fare, se sospettiamo di fare una scelta perché pensiamo che sia quello che il nostro amico, partner o genitore vorrebbe, ripensiamoci. Ciò non vuol dire non andare in quella direzione, ma prima di compiere la scelta definitiva chiediamoci se è la cosa giusta anche per noi. Se è quello che vogliamo veramente. Per chi la stiamo facendo quella scelta? Per noi o per accontentare qualcun altro? Se è solo per accontentare qualcuno, attenzione perché potrebbe diminuire il nostro potere personale ed indebolire la nostra capacità di scelta e renderci infelici.

#7. Limita le opzioni

Probabilmente siamo convinti che avere più opzioni fra le quali scegliere sia meglio. Invece non è proprio così. La psicologa Sheena Iyengar della Columbia University di New York, che ha studiato il paradosso della scelta, ha scoperto che avere più opzioni di scelta richiede maggiori capacità di elaborazione delle informazioni e può creare confusione, richiedere molto tempo e, nel peggiore dei casi, può portare alla paralisi. Il rischio può essere di passare così tanto tempo a soppesare le alternative che si finisce per non fare nulla. Inoltre, avere tante opzioni aumenta anche la probabilità di commettere un errore, per cui rischiamo di sentirci meno soddisfatti della nostra scelta perché abbiamo paura di aver perso un’opportunità migliore.

Il paradosso della scelta vale per tutti noi, ma colpisce di più le persone che cercano il meglio che possono ottenere, esaminando tutte le opzioni possibili prima di prendere una decisione. Questa strategia può funzionare bene quando le opzioni di scelta sono limitate, ma si rivela inefficace quando le cose diventano troppo complesse.

Quindi, la prossima volta che vogliamo cambiare cellulare, invece di perderci nella miriade di offerte e di siti web, proviamo a chiedere a un amico se è soddisfatto del suo. Se lo è, probabilmente andrà bene anche per noi.

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