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La maggior parte delle definizioni di leadership rafforza ancora l’idea che la leadership sia esclusivamente collegata all’ambito business e alla posizione che si ricopre, non includendo tutti i livelli e tutti i contesti. In realtà la leadership è molto più vasta di quanto pensiamo.

Allenare la leadership può essere una sfida per tutti.

Il mondo sta vivendo una crisi senza precedenti su tutti i livelli. Economico, finanziario, sociale, culturale e spirituale. È una crisi profonda che coinvolge anche la nostra identità.

In tempi incerti e turbolenti come quelli che stiamo vivendo, accettare la sfida della leadership è l’unico antidoto che abbiamo al caos, al ristagno e alla crisi. Il cambiamento è una costante. I tempi stanno cambiando, i problemi stanno cambiando, le tecnologie stanno cambiano e le persone stanno cambiano. Si sta definendo una “nuova normalità”. Oggi più che mai le organizzazioni e le comunità hanno bisogno di persone che abbiano il coraggio di farsi avanti e che prendano in mano la situazione.  

Oggi, più di ieri, si sente la mancanza di leader. Di persone che ispirano altre persone a fare le cose in modo diverso, a lottare contro l’incertezza.

Oggi, nella migliore delle ipotesi, abbiamo solo deboli segnali di ciò che il futuro potrà essere. Attraverso la leadership possiamo creare il futuro, un futuro che altrimenti non avverrebbe, per renderlo migliore e creare una svolta, una trasformazione. Senza leadership non ci sarebbe la spinta a compiere gli sforzi necessari a risolvere i problemi esistenti e realizzare inimmaginabili opportunità.

La leadership richiede l’intenzione di ispirare, influenzare, contribuire, aiutare e partecipare. In quest’ottica ognuno di noi po’ portare questi aspetti nella propria vita, ha l’opportunità di praticare la leadership creando una trasformazione nel proprio modo di essere e di interagire con gli altri, per sostenere i propri obiettivi in linea con i propri valori e realizzare la propria visione alternativa del mondo.

Un vero leader non comanda, non usa il potere a suo vantaggio, ma guida, ispira e dà l’esempio.

Ci sono molti studi che riguardano la leadership.

La leadership si può imparare praticandola giorno per giorno nella nostra vita professionale e personale, per rafforzarla e farla diventare il nostro modo di agire nel mondo.

Approfondendo l’argomento ho individuato 7 pratiche per allenare la leadership:

  1. fuori come dentro
  2. ispira con la tua visione
  3. sii visionario e sii pratico
  4. cura il tuo gruppo
  5. permetti agli altri di agire
  6. influenza positivamente
  7. incoraggia

Pratica #1: fuori come dentro

Il primo passo per allenare la leadership è verso l’interno. Abbiamo bisogno di sapere chi siamo, cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo. Abbiamo bisogno di avere chiari i nostri valori. Poi dobbiamo praticare ciò che predichiamo.

Le tue azioni parlano così forte che non riesco a sentire quello che dici.

Ralph Waldo Emerson

Ci deve essere una congruenza tra ciò che siamo e i comportamenti che mettiamo in atto, tra ciò che diciamo e come ci comportiamo.

Come leader dobbiamo coltivare ed essere esempio di integrità, cioè dobbiamo sostenere, dimostrare e rappresentare ciò in cui crediamo veramente. Anche quando è difficile, anche quando c’è un conflitto.

Pratica #2: ispira con la tua visione

Come leader dobbiamo guardare avanti, creare una visione e condividerla. Avere una visione che accenda gli altri e che unisca i loro valori ai nostri valori in un obiettivo comune. Dobbiamo ispirare.

Un leader ha in mente una realtà nel futuro diversa rispetto a quella che vive oggi ed immagina chiaramente come potrebbe essere il domani.

Avere una visione è potente, per questo è importante sedersi e farlo davvero. “Avere una visione” non è semplicemente “immaginare” ma è visualizzare e sentire sulla nostra pelle.

Come dovrebbe essere il domani per la mia vita?

Come dovrebbe essere il domani per la mia azienda o organizzazione?

E non solo il domani, ma anche fra un anno, 5 anni, 20 anni. La visione è il sogno che diventa magnifica ossessione, desiderio audace di realizzazione, scopo e missione della vita.

Se non c’è visione non c’è leadership. Avere una visione è un aspetto fondamentale della leadership. Non è qualcosa di statico, qualcosa che si scrive sul marmo e poi si dimentica. La visione è un processo attivo che ci fa chiedere continuamente:

Qual è il punto d’appoggio della nostra vita oggi?

Di cosa ha bisogno il mondo?

Perché ne ha bisogno?

Dove siamo ora?

Dove possiamo andare?

Se abbiamo una visione e poi ce ne dimentichiamo, non ci aiuterà a ottenere l’influenza e l’impatto che vogliamo nella nostra vita e in quella degli altri.

Pratica #3: sii visionario e sii pratico

Un leader incarna sempre due qualità apparentemente opposte.  È nello stesso tempo molto visionario e molto pratico. La visione permette di vedere oltre l’immediato. Un leader immagina ciò che sta arrivando e ciò che deve essere fatto. Ha perfettamente in testa:

  • la visione, che gli fornisce un’immagine e risponde alla domanda: Cosa?
  • la missione, che gli dà uno scopo e risponde alla domanda: Perché?
  • la strategia, alla base della stesura di un piano e risponde alla domanda: Come?

Dobbiamo avere una visione e nello stesso tempo essere pratici: una visione senza azione non porta da nessuna parte. Abbiamo bisogno di essere ENTRAMBI, visionari *e* pratici.

E’ necessario mantenere la tensione dinamica tra i nostri ideali e la nostra realtà attuale. Mentre abbiamo in mente la visione che dà entusiasmo a noi e agli altri, dobbiamo tracciare il percorso per far sì che questa diventi realtà.

  • In questo senso come te la cavi?
  • Tendi ad essere troppo visionario o troppo pratico?
  • Dove dovresti agire per riequilibrare i due aspetti?

Pratica #4: cura il tuo team

La quarta pratica per allenare la leadership riguarda la gestione del gruppo. Mentre sviluppiamo la visione, teniamo a mente che non è solo la nostra visione. C’è un team di persone che vogliamo influenzare positivamente per realizzare insieme la visione. Le altre persone ci seguiranno e supporteranno perché la nostra voce è la loro voce, la nostra prospettiva è la loro prospettiva, i nostri desideri sono i loro desideri e i nostri sogni sono i loro sogni.

Per seguirci le persone avranno bisogno di essere coinvolte nella visione.

Un leader nel coinvolgere altre persone si interessa agli altri, chiede costantemente cosa ne pensano, come si sentono, cosa desiderano e di cosa hanno bisogno. Questo coinvolgimento è continuo perché un leader vuole avere intorno a sé persone che credono nella visione. Un leader nutre un desiderio onesto, autentico e sincero di vedere le altre persone coinvolte.

Dobbiamo quindi prestare attenzione alle esigenze del nostro gruppo. Riflettere sulle cose che ascoltiamo. Coinvolgere costantemente per sostenere e costruire insieme la visione.

Pratica #5: permetti agli altri di agire

Un leader ispira, condivide e crea le circostanze in modo che il suo team possa fare un lavoro migliore in assoluto. Un leader crede nel potenziale delle persone, si fida e dà autonomia.

In una parola responsabilizza.

Se vogliamo allenare la nostra leadership dobbiamo imparare a dare alle persone l’autonomia decisionale e la fiducia per poter lavorare verso la visione, consentire loro di avere successo mentre camminano con noi verso il raggiungimento di qualcosa di straordinario. Questo è vitale.

Dotare le persone di tutto ciò di cui hanno bisogno per avere successo deve essere una pratica fondamentale per ogni leader. E questo deve avvenire costantemente. Dobbiamo preparare le persone ad affrontare le nuove sfide, responsabilizzandole sulle loro scelte ed azioni, in modo che possano impegnarsi pienamente per la visione. Così si crea coinvolgimento vero: ogni persona si sentirà parte attiva del progetto. Sentirà che il progetto è qualcosa che gli appartiene e agirà per il bene comune.

Pratica #6: influenza positivamente

Come abbiamo visto, un leader influenza positivamente dando esempio di integrità (pratica#1) e attraverso un atteggiamento mentale visionario e pratico (pratica# 2). Oltre a questo, però, c’è un’altra sfida che dobbiamo affrontare come leader, che è quella di dare un feedback onesto, diretto, immediato e costruttivo a coloro che guidiamo ed influenziamo. Ai nostri collaboratori e a coloro che ci seguono. Qualsiasi parola che usiamo con loro e per loro, è fondamentale. Dobbiamo prestare la massima attenzione.

Influenzare positivamente gli altri significa anche capire quando le cose vanno fuori controllo e riportarle sulla strada giusta. È quindi necessario attivare un processo coerente di controllo per monitorare e valutare costantemente come stiamo andando e i progressi che stiamo facendo. Questo implica anche saper valutare correttamente le persone che sono con noi, le loro competenze, le loro esigenze, i loro contributi. È inoltre importante tenere sotto osservazione anche l’etica che si sta sviluppando nel nostro team o nella nostra organizzazione per capire se continua ad essere in linea con i nostri valori.

Ecco alcune domande da farci costantemente e che possono aiutarci:

  • Come stiamo andando?
  • Stiamo andando avanti? Stiamo progredendo? Se no, perché?
  • Siamo etici? Se no, perché?
  • Siamo eccellenti ed etici man mano che progrediamo?
  • Le persone sono eccellenti? Se no, perché?

Pratica #7: incoraggia

Come settima pratica per allenare la leadership dobbiamo incoraggiare, essere la persona che motiva, che ispira, che eleva le altre persone. Non dobbiamo cadere nella trappola dell’entusiasmo iniziale per poi scomparire. No, dobbiamo incoraggiare continuamente. Dobbiamo illuminare le persone.

Come leader dobbiamo avere nel nostro cuore il desiderio di voler sollevare le persone, di smuoverle, spingerle all’azione, di farle eccitare. E dobbiamo farlo sempre, anche quando le cose si fanno difficili. E quando si lavora più a lungo termine, su grandi progetti, ci saranno inevitabilmente più lotta, più sfide, più conflitti, più discordia, più delusione, più frustrazione, più dubbi, più ritardi.

Dobbiamo mettere in conto che tutto ciò accadrà, e come leader dobbiamo affrontarlo sempre con una voce incoraggiante. Anche quando le cose vanno male e sembrano ancora più difficili, in qualità di leader dobbiamo essere un fascio di luce.

Quando si fa buio. Quando diventa impegnativo. Quando ci sono conflitti, disordini e mari turbolenti, noi dobbiamo essere solidi. Noi saremo qualcuno a cui gli altri sanno di potersi rivolgere perché trasformeremo sempre un negativo in positivo. Li aiuteremo sempre a vedere l’alternativa, il passo successivo da compiere.

Difenderemo sempre il progetto e la visione, perché amiamo ciò che facciamo e le persone con cui lo facciamo. Ci vuole coraggio per essere leader. Il coraggio dà energia e accende l’entusiasmo. E come leader dobbiamo costruire il coraggio negli altri. Dobbiamo incoraggiare.

Allenare la leadership: un’opportunità per migliorarsi

La leadership senza fiducia reciproca è una contraddizione in termini.

Warren Bennis

Queste 7 pratiche per allenare la leadership possono funzionare solo se alla base c’è la fiducia. Come leader, il primo compito che abbiamo è quello di ispirare fiducia.

Il fondamento della fiducia è la credibilità.

Possiamo costruire la credibilità lavorando su due dimensioni principali: l’essere e il fare. La dimensione dell’essere comprende l’integrità fra ciò che diciamo e ciò che facciamo, il movente che ci fa agire (legato ai nostri valori) e l’intenzione che mettiamo nel realizzare il nostro progetto. La dimensione del fare include le nostre competenze, le nostre capacità e i nostri risultati. Entrambe le dimensioni sono vitali.

Possiamo coltivare la leadership indipendentemente dalla nostra professione e dal nostro ruolo. Ciò significa impegnarsi a trasformare il nostro modo di interagire con noi stessi e con gli altri, dandoci l’opportunità di diventare la versione migliore di noi stessi.

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